Trail Orsa Pravello


4 ottobre domenica perfetta in quel di Saltrio,sole al punto giusto e mattinata fresca.
Gara da 31 e trincea trail da 16 km.Percorso corto che sale verso il monte Orsa per poi girare nelle trincee del Cadorna.al quarto km.sull’Orsa…al 7mo sul Pravello.Poi bella discesa tecnica fino all’imbocco del sentiero per scendere verso Viggiù.ultima salita al dodicesimo km e poi in picchiata verso il traguardo.I falchi di Lecco non hanno rivali e partono in testa e tra di loro si infila soltanto Losa Alessandro del GS Bognanco.Vince Beltrami,secondo Losa e terzo classificato l’ altro Falco Ugolini, io dando tutto nell’ultima discesa cado rovinosamente perdendo l ottavo posto.Arrivero’decimo con molta soddisfazione e saro’ suturato per le tante abrasioni all’ospedale di Tradate.
comunque bella gara e ottimo risultato.

Monte caio trail

20170424_102116Giornata soleggiata a Schia, trailer pronti per le 2 distanze la lunga 24 km e la corta 12…buona la partecipazione e per l occasione la data è stata sicuramente azzeccata…percorso mangia e bevi con qualche dritto che permette di fate la differenza e con discesa finale molto veloce. Organizzazione di buon livello.sulla lunga si impone il grande Michele Quagliaroli che nonostante una brutta fiacca ha la meglio abbondantemente sugli inseguitori.nella corta effettuo una buona gara arrivando 7mo con l aiuto dell utilizzo dei bastoncini.Direi buona la prima e adesso aspettiamo la lunga marcia con buoni propositi….

Scalata del”GIGANTE”

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La via normale francese al Monte Bianco raggiunge la cima, dal Rif. de Gouter passando per la bella cresta delle Bosses, tratto che ha in comune con la via normale dal versante italiano della Val Veny. Le difficoltà della salita dal versante francese sono legate all’attraversamento del canalone Gran Couloir(*detto canalone della Morte), caratterizzato da frequenti scariche di sassi dovute allo scioglimento del ghiaccio, e alla quota. Pertanto la scalata del Monte Bianco richiede un ottimo allenamento fisico, velocità e competenza nella progressione su ghiacciaio. La cresta finale delle Bosses richiede una particolare attenzione in caso di neve fresca o ghiaccio duro ed è da evitare in presenza di forte vento, essendo una cresta di neve in alcuni tratti alquanto stretta ed affilata.Anche un crepaccio da passare con forza, picozza e corde aggiunge difficoltà a difficoltà.
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Punto di partenza: Nid d’Aigle (q. 2372 m), Valle dell’Arve, Francia
Versante di salita: W
Dislivello di salita: 2440 m
Dislivello totale: 4880 m
Tempo di salita: 7,50 h
Tempo totale: 12,35 h
Difficoltà: EEA – AG – PD-
Periodo consigliato: giugno – settembre
Durata Consigliata: da 3 a 4 giorni(per quota, distanza ed elevazione)
Punti di appoggio: Rif. de Tete Rousse (q. 3167 m), Rif. Gouter (q. 3817 m)
Tipo di via: Via normale
Tipo di salita: Traccia su ghiacciaio

* Causa di morte di 76 alpinisti negli ultimi 20 anni.lo scorso anno è stato chiuso e essendo l’unica via dal versante
francese è stata inibita l’ascesa al bianco tutta l’estate.

Nessun allenamento speciale ma solo i miei soliti allenamenti per la corsa in montagna e la scalata del monte Adula nella Svizzera italiana(3300 metri), piu’ la salita fino a 3580 al colle del Leone sul Monte Cervino in solitaria.

Lo scorso anno ho aspettato continuamente che ci fossero le condizioni per salire il monte Cervino, purtroppo a causa del troppo caldo, la via è stata chiusa per un mese nel periodo estivo e sono restato con l’amaro in bocca per aver promesso e non mantenuto…Quest’anno a partire dal mese di gennaio ho voluto pensare a qualcosa di forte ma senza rischi legati a fattori esterni.
Il monte Bianco…il Gigante…ancora piu’ ambito del Cervino.
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Deciso, era chiaro che si parlava non solo di roccia ma anche di ghiacciaio, crepacci, pendenze al limite del possibile.Ma sopratutto si parlava di sicurezza.
Da corridore di montagna è chiaro che fino al limite delle mie forze avrei voluto correre, o almeno corricchiare, ma da padre di famiglia dovevo anche trovare tutto cio che mi permetteva di fare un impresa in pseudo/sicurezza e con abbigliamento e attrezzatura adeguate.
La prima cosa che ho fatto è stata quella di documentarmi bene sulle caratteristiche della montagna, poi su un compagno da ingaggiare(di cui mi potessi fidare) e infine ma non da ultimo la scelta di una guida esperta che ci”accompagnasse” verso quei 4810 metri di gloria.
Non ho avuto alcun dubbio sul compagno e ho chiamato il mio partner di corsa in montagna a coppie Marco Campus di Parma, e per la direzione lavori mi sono affidato a Oscar Cametti esperta Guida del Cervino.
Il percorso era quello elencato in precedenza, con partenza dal Nid D’aigle dove il trenino di montagna ci ha lasciato a poco piu’ di 2000 metri, per passare dopo circa 1 ora e 15 minuti con gli zaini stracolmi di attrezzature al rifugio Tete Rousse20160812_194309
(3167)(qui la guida che ci aveva detto che saremmo arrivati al primo step in 2 ore e mezzo, si è resa conto che la nostra preparazione fisica era veramente al top).Arrivati al primo rifugio abbiamo proseguito di notte con caschetto e pila frontale in cordata a tre, e in arrampicata su roccia verso il rifugio situato sull’ Aguille du Gouter(3817)
20160812_154138….tutto è proseguito bene fino al famigerato Gran Colouir, li abbiamo evitato una scarica di sassi per la prontezza di Oscar che ci ha trascinato via dal pericolo…Abbiamo subito capito che in ballo non c’era solo un record, ma che la sfida poteva tramutarsi in tragedia(i due alpinisti immediatamente dopo di noi hanno preso in pieno la scarica ma fortunatamente sui caschetti sono arrivati solo sassi di piccole dimensioni).Arrivati al Gouter dopo aver bevuto dal thermos the caldo, indossati i ramponi e sfoderata la Picozza, siamo ripartiti su ghiacciaio verso la vetta. E’ stata durissima e il mio fisico superallenato ha dovuto lottare le ultime due ore con crampi agli aduttori, Le creste erano tantissime e ogni montagna sembrava lui, ma alla fine la gioia e l’emozione mi ha avvolto quando l’alba era giunta sul “Gigante”.
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La stanchezza era piu’ forte delle emozioni, la temperatura aveva gelato la borraccia e 5 minuti per le foto in vetta sono stati anche troppi, visto che il gelo ci stava avvolgendo anche in una giornata di sole come quella.
Forza ora discesa con me all’inizio della cordata a tirare e Oscar dietro a gestire come un regista i movimenti di me e di Marco….Altre ore fino a raggiungere il primo rifugio, poi il secondo e in fine la discesa verso il trenino del Nid D’Aigle nostro traguardo….Poco piu’ di 12 ore( tempi normali 18/20 Ore) per un impresa conclusa in una giornata, ricordando che i documentari sul monte bianco dicono questa frase: sono pochi gli alpinisti che possono dire di aver scalato in due giorni il monte bianco!!!noi l’abbiamo fatto in uno…
Un grande abbraccio in vetta ma soprattutto un abbraccio in fondo dove la tensione si è allentata.
La paura che si è fatta sentire sia sul Colouir che sulle creste finali, dove gli strapiombi ti riportavano alla realtà e ti mostravano il lato terribile di certe imprese.
La tensione di chi stava a casa e non aveva ancora notizie, quando il TGcom aveva comunicato la morte di 2 alpinisti quel giorno sul bianco.
L’unione di noi tre che ci ha fatto lottare fino in fondo nonostante le complicazioni fisiche.
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La certezza di avere fatto un ottima impresa.
Un grande grazie a Oscar che si è dimostrato un grande scalatore e un ottima guida e al mio amico Marco che mi segue sempre in tutte le mie pazze imprese.
Tra un anno pensiamo al Cervino….
gazzetta
Massimo

Lunga marcia dei 100 laghi

T_ultraK_16_075-59496-600-450-80-wm-right_bottom-50-logonuovositojpgIl Marmagna coperto dalle nubi è il miglior biglietto da visita per iniziare questa gara il 3 di Luglio…300 partecipanti dopo la grande pubblicita fatta nelle settimane prima.partenza molto controllata anche se dioo il primo km cominciano a delinearsi le posizioni. Copelli Adorni e Santini fanno vedere che se la giocheranno tra di loro…Io faccio la mia bella gara chidendo settimo recuperando una posizione nella mia discesa preferita…Davanti arrivano Adorni e Santini…poi Max Copelli…Anghinetti Camattini Zamboni e dopo di me Buratti Antelmi e il sempre verde Fausto Nobili.ora pensiamo alle vacanze?

Ultra K trail

T_ultraK_16_073-59494-600-450-80-wm-right_bottom-50-logonuovositojpgmi sono svegliato,ho guardato fuori e ho visto che la giornata era quella perfetta per correre.15 gradi rischio pioggia e percorso adatto al mio spirito trail.intanto la ultra di 60 km che solcava il nostro appennino era partita gia dalle ore 7 e 30.li Quagliaroli aveva gis fatto il vuoto a metà percorso,quando a Lagdei in tanti avevano gia dato forfait.Al traguardo di Corniglio arriverà con piu di un ora sul secondo.La corta invece a parte i primi 4 di livello superiore si è giocata in circa 4 minuti fino al 13simo posto.vince Scipioni un milanese della Cervino trail che chiude al traguardo assieme ad Adorni terzo Vorti.Quarto Stefano Dellafiora in gran spolvero…io treficesimo e molto soddisfatto supportato da amici e parenti al Castello di corniglio.

Trail dei 2 forti

_MG_4885-X2giornata perfetta per correre in montagna…Cisano sul Neva è un paesino della Liguria nell immediato entroterra tra mare e montagna…In occasione della festa paesana la prima edizione del trail dei 2 forti.Non molta la partecipazione anche se trovare un centinaio di atleti in una giornata come il 2 giugno è comunque un successo.Percorso molto bello, ripido ma veloce.partenza dal centro del paese e dipo un km di lancio su asfalto,si comincia a salire…i primi 10 compresi il sottoscritto saranno anche i primi 10 sul traguardo…gpm all ultimo dei due forti…poi discesa… piano di 2 km e picchiata finale.Canavese e Ravotto fanno la differenza e subito dopo Fabio Zanchi a circa 6 minuti…dal quarto all ottavo circa 3 minuti con l aquila Valetudo che si piazza 7ma a 10 secondi dal sesto posto…12,5 km totali percorsi dal primo in 1 ora e 7 minuti e da me con 10 minuti du ritardo.Adesso brek e il 19 a Corniglio…dopo il 3 luglio la mia gara preferita! Alla prossima

Trentapassi Skyrace

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Gara sky: la prima volta di Remì Bonnet & Emanuela Brizio
Parterre de roi per la gara principe dell’evento bresciano griffato Team Trentapassi. Il super favorito dei pronostici, lo svizzero Remì Bonnet ha subito fatto il vuoto e prendendosi il lusso di girare anche alcuni clip della gara con una piccola Gopro, è transitato per primo al Gpm della gara e in assoluta solitudine sull’affollato rettilineo che portava al traguardo di Piazza Vittorio Emanuele. Nonostante un allungamento di circa 300 metri sul percorso originale, lo svizzero del Team Salomon ha polverizzato il precedente primato della gara e stabilito il nuovo tempo da battere nelle edizioni a venire: 1h34’47”. A testimonianza di una gara cresciuta in maniera esponenziale anche il vincitore 2015 Ionut Zinca e il vincitore di World Series 2015 Tadei Pivk sono rimasti sotto il precedente best time. Sui 17.7km con 1400m up, il rumeno della Valteduo Ionut Zinca si è piazzato secondo in 1h37’17”. Terzo posto per il friulano del Team Crazy Idea Tadei Pivk in 1h37’46”. Nei cinque anche il piemontese Paolo Bert e il valdostano Dennis Brunod.
Al femminile dopo due piazzamenti la regina delle sky Emanuela Brizio è riuscita a tagliare per prima il traguardo della Trentapassi fermando il cronometro in 2h08’43”. Sul podio con la stella del Team Valetudo le valtellinesi del Team Crazy Idea Elisa Sortini – 2h09’20” – e Raffaella Rossi – 2h12’31”-.
199esimo posto per il sottoscritto e grande soddisfazione per aver finalmente portato al traguardo e sulla cima Trentapassi tutta la famiglia Fontana.Peccato per il mio grande amico Coradi Marco che a causa di problemi di stomaco ha avuto la gara compromessa dall’ inizio….ma con la forza che lo caratterizza è riuscito comunque a tagliare il traguardo di Marone…adesso aspettiamo il trail di Corniglio, sperando di raccogliere un pochino di gloria.

Ossola Trail

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Bella domenica di sole in quel di Verbania. Ottimo fondo per il tracciato di questa gara e pendenze accettabili.Nella trail da 18 km D+ 1200 metri gara sempre al comando per l’aquila Valetudo Piana, Rolando è stato il primo runner a far lavorare i cronometristi all’arrivo della Wedosport, tempo del vincitore 1h41’05”, secondo Frassetti Ennio 1h46’09” team Ossola skyrunning e terzo Zambonini Enrico 1h47’47” società Alpini Bannio Anzino, per la Valetudo 33° Fontana Massimo e 77° Pesenti Giorgio. Nella 18k femminile prima Bona Daniela tempo 2h15’02”, argento per Brunati Monica 2h18’07” e terza Muraro Karin Paola 2h23’33”.(Tratto dal blog di verbania Notizie)
Una posizione comunque scomoda visto il fatto di aver fatto tutta la gara con un polpaccio semi strappato…Ora dopo il recupero si va a Marone!!!

Winter trail courmayeur by night

QMARMAGNAuesta gara mi ha insegnato tante cose.la montagna è la montagna…quando è Clemente siamo superuomini noi sky al cospetto delle persone normali…quando è incazzata siamo degli eroi quando facciamo un impresa ma capiamo e siamo coscienti dei terribili rischi che corriamo.la corsa di ieri è stata per l 80%nella tormenta…abbigliamento da corsa più giacca antivento…nella camelbag coperta termica pila frontale di ricambio…mezzo litro di acqua e barrette energetiche.partenza con l entusiasmo della gente…primi 3 km terribili tutti su piste nere con pendenza oltre il 50 %corsetta intervallata da camminata….poi dopo un piano di 1 km…due rampe a quasi 2600 metri…pendenza 50 %…per intenderci si saliva con i piedi di lato,a scaletta, come per gli ultimi metri del monte bianco…li il freddo complice i meno 10 gradi mi ha avvolto lo stomaco…ancora 400 metri di dislivello…temevo di stare male…vicino a me quasi nessuno. ..
Qualche lampada frontale sotto e qualche sopra…è stato forte il desiderio di togliere dalla tasca la coperta termica…ma ho pensato che sono forte e che ho visto nella vita situazioni peggiori!!ho intavisto la vetta e mi sono coperto lo stomaco con le mani mentre la tormenta mi avvolgeva…intanto 2 dita del piede destro non le sentivo più…arrivo al ristoro a 3000 metri…entro… the..albicocche liofilizzate e chiedo…quanta salita ancora?tutta discesa fino a courmayeur…mi parte un sorriso…c’è lo fatta anche stavolta….scendo come un camoscio in fuga ne passo ben 16 e arrivo a valle dai miei bambini e da mia moglie con un ritardo dai campioni di 35 minuti….invidiabile per un atleta 43enne…ennesima grande esperienza di sofferenza e sopravvivenza….ma sopratutto esperienza di vita

Corsa in montagna del Cuore

io e zincaDomenica 13 prima edizione della Corsa in Montagna del Cuore.Gara breve ma molto intensa e i 14 km con 1100 metri di dislivello la dicono lunga davvero.Giornata da lupi con pioggia copiosa per tutta la gara.La mia gara pochi km buon dislivello e mega discesa finale.Primo tratto molto impegnativo che porta ad un dislivello di 700 metri gia nei primi 8 km poi falsopiano per circa 2 e in fine grande discesa a bomba verso Vergobbio. Parto col freno tirato anche perche’ dopo i primi 100 metri affrontiamo subito un dislivello del 35%, fatico fino alla fine della salita ma non appena vedo il fiato riprendersi parto in coppia con Fernando Casu sul falsopiano, sistemo il cuore a puntino e da 16esimo inizia la rimonta in discesa. Ne riprendo 7 e nell’ultimo tratto nel viscido piu’ assoluto rinuncio all’ottavo posto lasciando passare un concorrente dell atletica 3 v che aveva, negli ultimi 100 metri sbagliato strada.Molta felicità sotto una pioggia incessante.Adesso record sul Generoso e poi Limone Extreme